In Italia, l’ecosistema hi-tech ha retto il colpo della pandemia raccogliendo 683 milioni lo scorso anno. Intelligenza artificiale, big data, quantum computing, robotica, biotech, blockchain sono solo alcune delle tecnologie emergenti e disruptive del futuro. In questo contesto, infatti, appare interessante analizzare nuove tendenze in corso anche nel nostro Paese, come i tech transfer o il deep tech.

Le nuove frontiere

Se stai pensando alla tua startup hi-tech, non puoi ignorare lo scenario in cui muoverti. In particolare, in Italia, devi tenere in mente che i processi di trasferimento tecnologico dalle università e dai centri di ricerca stanno rivoluzionando l’open innovation. Questo insieme di attività, che hanno l’obiettivo di trasferire la conoscenza dal laboratorio al mercato per rendere accessibile la tecnologia alle persone, sta vivendo un incremento notevole. Secondo un’analisi di Venture Capital Monitor (VeM) dal 2010 al 2017 hanno attratto 34 investimenti per oltre 46 milioni di euro, ma solo nel biennio 2018-2020 ci sono stati 101 investimenti per un totale di 258 milioni di euro. Anche Cdp Venture Capital è pronta a investire 150 milioni di euro tramite il Fondo di Fondi dedicato al technology transfer.

Il deep tech sta letteralmente catalizzando l’attenzione del mercato. Il cambio non è tanto tecnologico quanto sostanzialmente di approccio: si va verso nuovi impatti sul business in grado di cambiare radicalmente la società. A livello internazionale, dal 2016 al 2020 gli investimenti globali in società deep tech sono cresciuti da 15 a più di 60 miliardi di dollari. Le stime più recenti elaborate da Boston Consulting Group (Bcg) segnalano che gli investimenti in queste tecnologie hanno raggiunto più di 60 miliardi di dollari nel 2020 e potrebbero triplicare, arrivando a quota 200 miliardi entro il 2025. E seppur Stati Uniti e Cina siano in testa, anche l’Europa può giocare la sua partita.

La ricetta del successo 

In questo scenario, se vuoi lanciare la tua startup hi-tech, l’idea – seppur disruptive – da sola non è sufficiente per spiccare il volo sul mercato. La soluzione che offre la tua startup e il team che sta dietro sono i volani fondamentali. Per questo le challenge non riescono sempre a misurare l’efficacia che su carta può avere la sola idea. Questo avviene proprio perché si basano su uno stadio ideale che spesso è differente dalle reali condizioni del mercato e le sue evoluzioni. Infatti, la scalabilità dipende da molti fattori e presuppone strategia competitiva e adeguata conoscenza del settore di riferimento.

Devi tenere in mente che le metriche e i parametri di valutazione dei tuoi clienti sono assolutamente diverse da quelle di una giuria. Per questo un pitch non è assolutamente sufficiente per scalare il mercato. Anzi, fondamentale è invece l’execution, ovvero la capacità di concretizzare questa idea e di realizzare il progetto che arriva dall’idea di base. Una cattiva execution, infatti, può essere il viatico del fallimento della tua startup.

Per farlo è necessaria una pianificazione dettagliata sia in termini tecnologici che in termini operativi.

Da un punto di vista tecnologico è fondamentale affrontare le fasi di Proof of Concept (PoC) e Minimum viable products (MVP) per verificate le tue ipotesi di prodotto finale prima di arrivare alla beta version. Lato operatività, si dovranno siglare contratti e partnership così come realizzare programmi e campagne volte all’acquisizioni di clienti. Si comprende dunque che una challenge è molto diversa dalla realtà, dove gli step da affrontare sono concreti, numerosi e tutt’alto che facili.

Il passo in più

Proprio per questo, in questo processo, un co-fondatore come Archangel può portare il tuo progetto oltre una challenge, perché condivide l’esperienza e l’orientamento al risultato tipico di figure professionali del mondo di impresa e finanziario. La pragmaticità unita alla visione sono le leve per poter raggiungere il mercato che un aiuto del genere può offrirti. Una vera e propria bussola a fianco della tua idea che sa orientare, accompagnare e far crescere la startup dove investe fin dal primo momento. 

Un alleato al tuo fianco può aiutare la tua idea hi-tech coniugando una visione di lungo termine alle necessità incombenti fin dalla fase embrionale del tuo progetto. Elementi che se trascurati in un primo momento – si pensi, ad esempio, alla compliance – possono rivelarsi fatali in un secondo momento. Un co-fondatore sta al tuo fianco con un supporto economico, finanziario e strategico per scalare il mercato tech, che, come dimostrano i dati, si appresta a diventare sempre più competitivo.

L’articolo Requisiti startup hi-tech: avere successo sul mercato è diverso da vincere una challenge proviene da Archangel Adventure.

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