Sembra non ci sia limite all’adozione di tecnologie innovative che, complice la pandemia, si è dimostrata sempre più essenziale e importante. In questo contesto lo scenario di mercato è cambiato e, a fianco alle big tech che spesso non sono altro che ex-startup condotte con saggezza al successo, trovano spazio anche aziende più giovani, altamente innovative, nate in ambienti aziendali o di ricerca in cui un team che già lavorava assieme decide di lanciare la propria idea tech abbandonando il proprio status di dipendente e imbarcandosi in un’avventura imprenditoriale. Se la politica interna alle aziende, la rigidità della linea gerarchica e la eccessiva strutturazione dei processi interni non pensi siano fatti per valorizzare le tue attitudini di creatività e il tuo talento, è il momento di fare delle riflessioni. Compiere questo passo significa certo cambiare vita e abitudini e, prima ancora, cambiare mindset, ma si può fare e questo è il momento adatto per cavalcare l’onda di fiducia e di “entusiasmo tecnologico” che si percepisce, anche da parte degli investitori.

Startup tech e pandemia: l’innovazione vince la paura

Considerando le peculiarità del periodo storico, le performance delle startup tech italiane nel 2020 sono state soddisfacenti: l’Osservatorio Startup Hi-tech promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano mostra che il sistema ha tenuto mostrando una decrescita contenuta degli investimenti pari a 683 milioni di euro, circa 11 milioni in meno di quanto raccolto nel 2019. Tutto merito degli attori formali che hanno aumentato del 34% i fondi investiti in chi aveva scelto di lanciare la propria idea tech. Importante anche il ruolo dei Venture Capital coinvolti in 12 grandi operazioni superiori ai 10 milioni di euro e del Fondo Nazionale Innovazione (FNI) e del suo veicolo di investimento Cassa Depositi e Prestiti (CDP) Venture Capital che ha contribuito a creare fiducia verso l’ecosistema dell’innovazione.

Lasciando alla spalle un periodo meno drammatico di quanto si temesse, ora si può giovare del clima positivo nei confronti della tecnologia e delle startup che ne hanno fatto un business per lanciare la propria idea tech diventando imprenditori.

10 step pratici per lanciare una startup tech

Se si è convinti che le tecnologie alle quali si sta lavorando possano avere un impatto sul mercato più decisivo rispetto alle applicazioni individuate dalla strategia aziendale, se si reputa che debbano essere maggiormente o diversamente valorizzate rispetto a quanto lo sono nel contesto in cui ci si trova, inutile proseguire con frustrazione, è il momento di imboccare la strada per diventare startupper. È un passo coraggioso, meglio quindi attrezzarsi con un piano solido preparandosi ad acquisire subito la giusta mentalità per il nuovo ruolo che ci si prepara a ricoprire.

Ecco alcuni passi imprescindibili da compiere per lanciare la propria idea tech (non obbligatoriamente in ordine!)

Autovalutazione: mettere a fuoco la motivazione principale che ti spinge a cambiare vita e analizzare freddamente le competenze, il capitale e il network di cui puoi disporre. È importante capire che se da un lato fare impresa da soli è cosa ben diversa da lavorare in una grande azienda, dall’altro la flessibilità che sarà sempre più richiesta nel mercato del lavoro avvicina sotto il profilo del rischio il lavoro dipendente alla attività imprenditoriale. E quando la prospettiva è comunque quella di cambiare spesso lavoro, se si hanno capacità e competenze l’alternativa imprenditoriale può diventare una opzione più attraente.Validazione dell’idea di business: verificare che la tua idea tech risolva un oggettivo problema confrontandoti con mentor, esperti e coinvolgendo potenziali clienti. Circondati di persone che ti stimolano e ti invitano a cambiare prospettiva. Questa parte è molto importante perché rappresenta la direzione che prenderai e non puoi permetterti di tralasciare qualcosa;Analisi del mercato e dei competitor: stilare un elenco di tutti i competitor indicandone con precisione le caratteristiche e identificare la dimensione del mercato, parametro che tutti gli investitori vogliono conoscere. Oltre a cercare chi potrebbe farti concorrenza, cerca anche esempi di successo per dimostrare che ce la puoi fare e che la soluzione ed il mercato che hai scelto sono validi;MVP: sviluppare un primo prodotto/servizio per avvicinare gli early adopters e sfruttare i loro feedback utilizzando l’approccio Lean Startup. Raccogliere i feedback dagli utenti è una cosa che farai sempre, ma nei primi momenti di vita della tua startup questo è fondamentale per dimostrare che la cosa funziona;Business Plan: stendere un documento che sintetizzi come la tua startup si evolverà nel tempo ipotizzando possibili costi e ricavi e aggiornandolo in modo dinamico;Team: a meno che tu non abbia avuto l’idea insieme ad altri colleghi con competenze complementari ed esperienze simili, dovrai portare a bordo persone che ti aiutino a realizzare il tuo obiettivo e che lo facciano diventare anche il loro. In primis dovrai cercare qualcuno che possegga competenze ed attitudini complementari alle tue. Devi però essere aperto a condividere tutto con queste figure, creando il legame necessario per portare al successo la tua (anzi, la vostra) startup;Regolare il rapporto con la propria azienda: prima di lasciare la tua azienda e lavorare ad una tecnologia autonomamente, devi assicurarti che il rapporto con la tua azienda sia ben regolato, sia da un punto di vista professionale che legale: gestione della proprietà intellettuale, gestione della concorrenza e di sviluppi di business possono rappresentare un successivo ostacolo allo sviluppo della tua startup. Un supporto legale può essere utile quindi per capire in cosa sei e non sei legato per il lavoro che hai svolto per lui al tuo datore di lavoro anche in funzione della tua attuale contrattualistica.Attenzione agli aspetti legali: occuparsi fin da subito di alcuni aspetti fondamentali per la riuscita del business quali registrazione con startup innovativa presso la Camera di Commercio, marchi, copyright o brevetti e acquisto di eventuali licenze;Ricerca di finanziamenti: dal bootstrapping fino ai venture capital, le strade sono tante ma se si sta per lanciare la propria idea tech per la prima volta meglio rivolgersi a chi ti può aiutare a capire come ci si approccia al mercato delle startup tecnologiche con uno sguardo ampio ed esperto. In questo molti player ti supportano già dalla costituzione della startup e nella definizione della strategia di sviluppo e di espansione;Crescita del business: la soluzione che hai deciso di offrire sul mercato dovrà essere scalabile e la sua distribuzione sostenibile. In questo modo quando inizierai alimentare  il tuo business con strategie commerciali e di marketing in grado di generare dei profitti e di fidelizzare i tuoi clienti oltre ad acquisirne di nuovi non incapperai in fallimenti di execution.

Lanciare la propria idea tech: su cosa puntare?

Il panorama delle tecnologie di maggiore successo è stato stravolto dalle priorità dettate dell’emergenza Covid-19 che ha portato in cima alla lista, secondo l’analisi “Gartner Top Strategic Technology Trends 2021”, la centralità delle persone, l’indipendenza dalla location di lavoro, costruzione e un’ampia diffusione della resilienza. Tra i trend segnalati ce ne sono alcuni che cambieranno profondamente le nostre vite, come ad esempio l’Internet of Behavior che, grazie alla raccolta e all’analisi di dati da varie fonti attraverso sofisticate tecnologie, arriverà a indirizzare un cambiamento comportamentale delle persone sui luoghi di lavoro, sviluppando nuove modalità di relazione con l’impresa.

Immancabile nei trend il cloud distribuito, un modello architetturale che garantisce alla rete cloud bassa latenza, velocità di risposta e flessibilità con una forte riduzione dei costi, permettendo alle aziende di essere anche compliant alle normative relative alla residenza dei dati sul territorio.

Nel 2021 si andrà anche verso l’iperautomazione, secondo Gartner, per rispondere all’esigenza di automazione spinta, integrata con artificial intelligence e machine learning, un trend da interpretare in modo ragionato per raggiungere un equilibrio tra tecnologie, persone e processi applicando una costante orchestrazione intelligente.

Ai nuovi trend dell’anno, condizionati dall’emergenza pandemica, vanno aggiunti due ambiti che continuano a catturare l’attenzione a livello globale e non sembrano aver stancato o deluso gli investitori: l’intelligenza artificiale e AR/VR Secondo l’indagine di CoreData Research l’81% degli investitori professionali italiani crede nell’alto potenziale che l’AI può offrire e prevede trasformerà in misura significativa le industrie, i servizi, il lavoro e i consumi. In una ricerca commissionata da Osborne Clarke, emerge che l’86% delle aziende in Italia crede che AR e VR avranno un impatto significativo sul business da qui al 2022. Per lanciare la propria idea tech su AI o AR/VR è quindi a maggior ragione il momento giusto e per farlo in modo non scontato, evitando i settori di applicazione ovvi e troppo affollati, è meglio non iniziare l’avventura da soli ma con il supporto di chi conosce sia la tecnologia che il mercato.

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