Secondo dati riferiti al 2020, gli incubatori di startup in Italia sono 212, in aumento rispetto ai 197 del 2019. Appare sempre più chiaro che per far spiccare il volo alla tua startup è necessario un percorso strutturato che preveda l’accelerazione dell’idea e della tua soluzione tecnologica volto a ridurre il rischio di fallimento futuro. Non solo: i numeri che arrivano dal nuovo report sugli incubatori e acceleratori italiani prodotto dal Politecnico di Torino fotografano infatti un Paese in cui c’è molto fermento in ambito tecnologico, ma anche in cui la competizione è sempre più forte. 

Da nord a sud 

Dei 212 incubatori di startup in Italia censiti, 38 sono incubatori certificati dal Mise, 27 sono incubatori universitari e 17 sono incubatori corporate. Inoltre (al 2020), sempre stando agli ultimi dati, quasi l’80% delle startup incubate si trova in Italia settentrionale. In particolare, circa il 51% nelle Regioni del Nord-Ovest. Nel dettaglio, è la Lombardia la regione in cui si è riscontrato il maggior numero di startup incubate – che corrisponde al 30% del totale – seguita dal Veneto (18%) e dal Piemonte (16%). In generale, invece, se si prendono in considerazione il numero e la tipologia di organizzazioni supportate dagli incubatori italiani, si nota il supporto a oltre 3mila startup. Di queste, il 40% opera nel settore dei servizi di informazione e comunicazione. Gli altri settori, invece, riguardano soprattutto le attività professionali, scientifiche e tecniche e le attività manifatturiere. 

Cosa serve?

Guardando agli incubatori di startup in Italia, i risultati mostrano anche come, in media, questi ricevano circa 130 richieste di incubazione ma ne supportino circa 25: in altre parole, una selezione rigida che vede passare solo un quinto delle proposte presentate. Per questo è essenziale sapere cosa viene richiesto per accedere e farlo nel momento in cui si è pronti. L’idea, gli investitori e un solido business plan sono elementi imprescindibili a questo proposito. Infatti, l’accesso agli incubatori avviene solitamente in fase pre-seed, quando l’idea non è ancora sviluppato ma il percorso è chiaro e ben tracciato.

In quest’ottica vanno anzitutto distinti i servizi di incubazione da quelli di pre-incubazione. C’è infatti una differenza: nel secondo caso, si tratta dei servizi volti al supporto necessario proprio per la stesura del business plan. La pre-incubazione è infatti utile per chi muove i primi passi e non ha esperienza nella pianificazione economico-finanziaria. Uno step imprescindibile prima dell’incubazione vera e propria, la fase in cui invece è l’offerta dei servizi in ambito logistico e amministrativo ad essere il fulcro. Gli incubatori offrono uno spazio attrezzato dove la startup può decollare.

Spiccare il volo

Insomma, guardando il panorama degli incubatori di startup in Italia, se è importante farsi scegliere è altrettanto fondamentale scegliere l’incubatore adatto alle esigenze della tua startup e presentarsi con tutte le carte in regola. A questo proposito, occorre orientarsi verso chi può offrire un apporto concreto per dare valore al tuo progetto e che risulta più vicino al tuo modello di business e tecnologia. Esistono, infatti, realtà che supportano la tua idea con focus specifici, che vanno dal business al corporate. Per questo ti serve innanzitutto selezionare quello giusto, ovvero adatto alle tue esigenze.

Se nella scelta un buon criterio è sicuramente valutare l’abilità degli incubatori sul mercato, e quindi conteggiare numero e valore delle exit, un altro criterio di scelta è sicuramente l’offerta delle risorse tangibili dell’incubatore in relazione al tuo progetto, ovvero infrastrutture, spazi e tecnologie. In questo scenario dove c’è molto fermento, in base alla soluzione che proponi puoi optare anche per un incubatore non canonico, ma che possa fare al caso tuo. Basti pensare ad esempio al caso dei technology transfer studio, che promuovono il concetto di crescita attraverso l’innovazione e l’applicazione della tecnologia. Inoltre, guardare all’ecosistema nel quale l’incubatore si posiziona o che egli stesso ha creato attorno a se, in termini di relazioni e partnerships, è sicuramente un ulteriore un modo efficace di capire quanto quell’incubatore sia adatto alle tue esigenze, soprattutto per il futuro.

Il giusto alleato, a fianco 

In questo percorso fra gli incubatori startup in Italia, la bussola è rappresentata dal fatto di avere un giusto investitore vicino, ovvero un compagno di viaggio indipendente che sappia orientare e accompagnare. Un co-fondatore, infatti, non è un acceleratore o un incubatore, ma lavora proprio al fine di far crescere la startup in cui ha investito. Il co-fondatore, infatti, interviene nella fase embrionale del tuo progetto con un supporto che va oltre il sostegno economico e finanziario. Mette cioè a disposizione una rete di mentors ed esperti che, nel momento in cui stai per accelerare la tua startup, è davvero fondamentale. Questo, ovviamente, in ottica di avere maggiori prospettive di sviluppo della tua soluzione.

Switch2Product

Proprio in questi giorni sono state aperte le candidature a Switch2Product, uno dei più importanti programmi italiani dedicati all’innovazione tecnologica. Organizzato da PoliHub, Technology Transfer Office del Politecnico di Milano e Officine Innovazione di Deloitte, il programma ha l’obiettivo di far emergere e valorizzare le più rivoluzionarie soluzioni innovative, scientifiche e tecnologiche, frutto delle attività di ricerca e della vocazione imprenditoriale di studenti, ricercatori, dottorandi di ricerca, docenti e alumni del Politecnico di Milano. Per partecipare è possibile registrarsi sul sito dedicato.

Se hai bisogno di un supporto nella fase di preparazione del pitch e delle informazioni giuste per un’application di successo, contattaci e ti aiuteremo ad inviare la tua candidatura: info@archangeladventure.it

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